"Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro."
(Umberto Eco)

venerdì 10 febbraio 2017

Chi siamo, cosa facciamo.


GaliLeggo nasce da un’esigenza antica e nello stesso tempo tutta contemporanea: condividere con gli altri le cose che ci piacciono, e anche quelle che non ci piacciono.
Ormai i social networks ci hanno abituato non solo a scrivere a qualcuno, o a scrivere per un motivo, ma soprattutto a scrivere di qualcosa: ristoranti, alberghi, automobili, a volte addirittura le persone stesse sono diventati oggetto delle nostre recensioni, più o meno obiettive, non sempre adeguatamente informate.
GaliLeggo vuole essere uno strumento di condivisione e discussione di letture, spettacoli, visioni filmiche, ascolti musicali e tutto quanto arricchisce la vita di teste pensanti come le nostre. Nella consapevolezza che il confronto con gli altri può generare maggiore ricchezza interpretativa, revisione critica delle proprie convinzioni, e quindi crescita come lettori o spettatori.
GaliLeggo si rivolge all’intera comunità del Galilei, docenti, non docenti e soprattutto alunni, chiedendo a tutti di partecipare in maniera attiva, sia come recensori, sia come commentatori delle recensioni altrui.
A tutti si chiedono tre cose:
  • ·        Lealtà verso i libri, i film, gli spettacoli, i dischi, le mostre di cui si parla, perché essa è anche lealtà verso i lettori.
  • ·        Rispetto e considerazione delle idee di tutti: GaliLeggo è un luogo (virtuale...) di democrazia e di libertà responsabile di pensiero e parola.
  • ·        Impegno a presentare recensioni personali, frutto del proprio gusto e della propria sensibilità: non è interessante leggere opinioni scopiazzate, ma idee personali argomentate.

Questo blog è stato ideato da un insegnante tecnologicamente assai modesto, che lo ha costruito con la partecipazione di colleghi pazienti: ogni contributo al suo miglioramento da parte di chi vorrà collaborare sarà ben accolto!

Per contattarci o inviare le tue recensioni: antonino.cerniglia@galileo.galileicrema.it

La recensione: cos'è, come si scrive.

La recensione è un testo in cui “si presenta, descrive, interpreta e valuta un'opera letteraria, un film, uno spettacolo teatrale o televisivo, un concerto o un'esecuzione musicale o una mostra d'arte” (M. Sensini). Avendo quindi delle finalità “ibride”, al tempo stesso informative e valutative, essa presenta alcune caratteristiche tipiche del testo espositivo accanto ad altre del testo argomentativo.
Per rispettare la sua finalità informativa, la recensione deve contenere tutte le informazioni necessarie sull'oggetto di cui parla, sia esso libro, film, spettacolo, etc. Tuttavia, bisogna stare attenti a non dire troppo: la buona recensione è quella che lascia al lettore la curiosità su “come va a finire”. Ecco un elenco dei principali elementi informativi divisi per tipo di recensione.
Per rispettare la sua natura di testo interpretativo-valutativo, nella recensione dovrà essere espressa con chiarezza l'opinione o il giudizio dell'autore, ovviamente argomentati in modo tale che non vengano percepiti dal lettore come puramente arbitrari: dire che il libro o il film non ci piacciono perché “fanno schifo”, o perché “non è il nostro genere”, o perché “l'autore è antipatico” significa non avere buone motivazioni!

Gli elementi informativi di una recensione.

Ecco gli elementi informativi di una recensione. Ricorda che a questi devi aggiungere la parte più importante: quella interpretativa e valutativa!

Libri:
·         Autore
·         Titolo italiano (più eventuale titolo originale)
·         Editore
·         Anno di pubblicazione della propria edizione
·         Anno della prima edizione del libro
·         Numero di pagine
·         Prezzo
·         Genere (se è chiaramente identificabile)
·         Trama

giovedì 9 febbraio 2017

Recensire un film: un esempio



Recensione tratta da mymovies.it
Truth - Il prezzo della verità
Un film di James Vanderbilt
Con Cate Blanchett, Robert Redford, Elisabeth Moss, Topher Grace, Dennis Quaid.
Titolo originale Truth. Biografico, durata 121 min. - USA, Australia 2015

Nel 2005 Dan Rather, celeberrimo anchorman del network televisivo americano CBS, rassegnò le sue dimissioni in seguito alla controversia esplosa dopo la messa in onda di un servizio che metteva in discussione l'appartenenza dell'allora presidente George W. Bush alla Guardia Nazionale Aerea durante la guerra nel Vietnam. Responsabile di quel servizio era Mary Mapes, una produttrice televisiva che, per il programma giornalistico "60 Minutes", aveva realizzato molti storici scoop con grande intuito giornalistico. Maples ha poi raccontato la storia di quella controversia in un memoriale che è la base su cui James Vanderbilt, sceneggiatore alla sua prima regia (nonché erede della celebre dinastia di bramini newyorkesi), ha strutturato il copione di Truth, solido e coinvolgente dramma nella tradizione americana del cinema hollywoodiano che esplora i rapporti tra politica e giornalismo.

mercoledì 8 febbraio 2017

Recensire un libro: un esempio



Recensione tratta da Corriere.it
http://www.corriere.it/la-lettura/lapagella/notizie/pagella-d-orricoandrea-camilleri-la-cappella-di-famiglia-987878fc-b595-11e6-a2c1-e1ab33bf33ae.shtml
 

Andrea Camilleri, La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta, 2016, Sellerio, pp. 336, euro 14
Il 2 marzo 1912 in un alberghetto a ore nei pressi del Pantheon, un tenente di cavalleria che faceva la bella vita uccide a pugnalate, dopo un litigio, la sua amante, la bellissima contessa Giulia Trigona di Sant’Elia, sposata, madre di figli e prima dama di compagnia di Sua Maestà la Regina Elena. Così come il battere di ali di una farfalla in Brasile provoca un tornado in Texas, il fatto di sangue romano rimbalza dalla Capitale fino al lontano Circolo di Conversazione di Vigàta.
Nella cittadina camilleriana per antonomasia decidono di battersi a duello, in nome dell’onorabilità o meno della Regina, don Michele Piazza, focoso repubblicano, e il colonnello Anselmo Capatosta, «monarchico fino alla sola delle scarpi». È il primo duello mai verificatosi nella storia di Vigàta e la novità innesca una reazione a catena di innumerevoli altre sfide come se fosse scoppiata un’epidemia di offese da lavare col sangue. A cercare di regolamentare le numerose contese provvede, codice Gelli alla mano (il manuale che fa legge nelle tenzoni cavalleresche), il notaio Prestigiacomo. Ma il codice Gelli, come scoprirà presto a sue spese il povero notaio, contiene articoli nei quali è difficile raccapezzarsi e che ricordano il Comma 22 di Joseph Heller: «Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo».
Il duello è contagioso, il racconto che inaugura la raccolta, è trascinante. Né sono da meno gli altri, da quello che dà il titolo al libro e si svolge allegramente dentro un cimitero a Teresina che è un’antifavola di Cenerentola, una Cenerentola dark. Se venisse fuori la notizia che è stato Camilleri lo scriba delle Mille e una notte per me non costituirebbe uno scoop, l’ho sempre pensato. Livio Garzanti, suo primo editore, uomo dal proverbiale caratteraccio e di rari complimenti, diceva che le storie di Camilleri erano «partiture mozartiane». Musica, maestro.